Gran parte dei giornali odierni parlano di “rivincita di Mou” e non capisco…Non capisco che rivincita dovesse ricercare il tecnico di Setùbal che in più di una occasione ha tessuto le lodi del calcio inglese e del suo Chelsea, esternando apertamente il profondo affetto che lo lega a quei lidi.
Non capisco perché dovesse nutrire sete di vendetta nei confronti di una squadra, di una società e di un presidente che gli ha dato la possibilità di confermare le doti che aveva lasciato intuire vincendo con il Porto.
Non capisco perché si debba parlare di rivincita se non in considerazione delle valutazioni ondivaghe e fluttuanti dei giornalisti (il cui compito è ormai sempre più quello di far vendere i rispettivi giornali piuttosto che di comunicare una notizia!) che amano esaltare e demolire le squadre italiane dopo ogni apparizione: il Milan, Leonardo, la Roma, la Juve, il Napoli e la Fiorentina, oltre l’Inter, in questa stagione ne hanno pagato più volte lo scotto.
Correttamente, a mio avviso, è giusto parlare della grande vittoria di Mourinho come tecnico, come stratega e come motivatore.
La vittoria dell’uomo che ha convinto un campione come Eto’o a sacrificarsi a difendere sulla fascia neanche fosse l’ultimo Pessotto, colui il quale è andato a Stamford Bridge schierando tre punte più Sneijder, l’uomo che ha lasciato a casa Balotelli ultimo enfant prodige con tanto talento quanto poco sale in zucca.
E’ la vittoria di Mourinho, ma è anche la vittoria dei vari Maicon, Samuel, Lucio e Zanetti autori di interventi straordinari e di una prestazione maiuscola come si conviene ai campioni nei giorni migliori.
E’ la vittoria dei Cambiasso e Thiago Motta, autentici condottieri pronti a correre dietro ogni avversario come si conviene ad ogni mastino di buona razza.
E’ la vittoria di Eto’ò, perché non è facile trovare un campione, plurivincitore della Champions, che sia pronto a sedersi in panchina perché un pochino stanco, e sia altrettanto disponibile a correre a difendere sulla fascia per rincorrere l’esterno avversario, facendosi trovare comunque pronto a siglare il goal decisivo.
Grande Mourinho, grande perché sei riuscito a convincere tutti che il bene della squadra viene prima del risultato personale, perché hai dato lustro al calcio italiano, perché sei fuori dagli schemi… perché sei Mou!
Eddie